Domenica 20 Maggio 2012
energia : questione morale
E D I T O R I A L E
Hits smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon

risparmio_energetico_ora-legale I titoli sulla questione morale campeggiano da tempo sulle prime pagine dei quotidiani nazionali ed una rivista di informazione scientifica farebbe volentieri a meno di entrare in tale dibattito. Tuttavia alcuni fatti recenti ci invitano a sottolineare le anomalie delle scelte energetiche ed ambientali. I nobili cavalieri verdi, paladini dell?ambiente, ci ripetono da tempo che il pianeta è sull?orlo della catastrofe a causa delle attività dell?uomo. La ricetta verde è chiara: limitare le attività dell'umanità, i suoi consumi di energia, la sua crescita demografica, cambiare il modello di sviluppo ed investire nelle nuove fonti rinnovabili. Questa è, a loro avviso, la prima questione morale: sviluppo sostenibile e nuove fonti rinnovabili per salvare il pianeta dalla catastrofe climatica. Scopriamo poi che, per convincerci, l'autorevole East Anglia Climate Research Unit ha presentato dati taroccati sui fenomeni climatici; che l?Unione europea vorrebbe investire centinaia di miliardi di euro nel fotovoltaico, nell'eolico e per sequestrare la CO2 e stoccarla in depositi sotterranei o sottomarini. Non importa se la crisi finanziaria mondiale sta mettendo sul lastrico milioni di cittadini rimasti senza lavoro, occorre destinare le risorse ad un nuovo Protocollo di Kyoto ed alla politica europea del 20-20-20, per contenere le emissioni di anidride carbonica. Non si sono accorti costoro che la crisi finanziaria, provocata dalle speculazioni (anche quelle sul commercio dei certificati verdi e dei diritti di emissione) ha già prodotto un risultato clamoroso: le emissioni dei paesi industrializzati sono crollate del 7 per cento in un anno; altro che Protocollo di Kyoto, è il crollo dell'economia che ferma la CO2; ovvero: per fermare la CO2 bisogna mandare in rovina l'economia mondiale: la finanza speculativa merita dunque la medaglia verde dell'ambiente. A noi sembra invece che questa crisi finanziaria ed economica dovrebbe riportarci con i piedi per terra. La vera emergenza, la vera sfida che ci attende è quella dell'energia. Il mondo nel 2050 sarà abitato da quasi 10 miliardi di esseri umani; già oggi oltre un miliardo di persone vive in miseria; 800 milioni di cinesi e altrettanti indiani, nelle aree rurali, non hanno elettricità in casa. Quasi un miliardo di persone oggi non ha accesso a forniture di acqua sicura e potabile. Da ora al 2050 occorrerà raddoppiare la produzione mondiale di cibo e fornire a 4 miliardi di persone infrastrutture, beni e servizi che rendano il loro livello di vita simile al nostro. Case, strade, ospedali, scuole, cibo, cultura e tutte le altre cose che rendono sicura e piacevole la nostra esistenza. Per realizzare tutto ciò occorreranno enormi quantità di energia e tutte le fonti disponibili dovranno dare il loro contributo al fabbisogno dell?umanità. Ogni fonte secondo le proprie caratteristiche fisiche e possibilità tecniche, e le caratteristiche del fotovoltaico ci dicono che è una costosa fonte di nicchia che, nonostante i notevoli incentivi, fornisce ancora lo zero virgola dell'elettricità mondiale. Quella dell'energia sarà quindi una sfida ciclopica, che avrà luogo proprio nel momento in cui si ridurrà (anche per il costo crescente del barile di greggio) il contributo del petrolio, sulla cui disponibilità ed abbondanza è stato costruito nel secolo scorso l?enorme sviluppo economico e sociale dei paesi industrializzati. Infatti è solo grazie alla disponibilità di energia abbondante ed economica che abbiamo potuto raggiungere i nostri livelli di vita; livelli che non possiamo negare ai popoli in via di sviluppo. Una sfida che non potrà essere vinta senza il contributo dell'energia nucleare, prima fonte di elettricità in Europa, pressoché priva di emissioni inquinanti, in grado oggi di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e dell?intero ciclo di vita degli impianti e del combustibile nucleare. L'Italia è pronta a partecipare a tale sfida? Quale sarà il contributo del nostro Paese (patria di Enrico Fermi) alla vittoria nella sfida mondiale dell'energia e dello sviluppo? La partecipazione ad un progetto di ricostruzione dell'economia mondiale e di sviluppo delle migliori tecnologie ci aiuterà a trovare le energie necessarie per arrestare il declino culturale, economico e morale dell'Europa e dell'Italia, in atto da alcuni anni. La questione morale fa sorgere la domanda: siamo ripiegati nel nostro egoismo, nella difesa impossibile dei privilegi di paesi ricchi, o siamo pronti a partecipare a tale progetto di sviluppo economico e sociale? Possiamo ancora tollerare che l'ideologia di certi ambientalisti, che vedono nell'uomo il cancro del pianeta, ci faccia sprecare centinaia di miliardi di euro?

Roberto Irsuti
21mo Secolo - scienza e tecnologia