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Il Suolo Il suolo ricopre circa un terzo dell'intera superficie terrestre, con uno strato di spessore variabile da una decina di metri, ad un minimo di pochi centimetri, a seconda dell'intensità e della durata dei processi di trasformazione subiti dalle rocce dalle quali deriva. Il suolo è un sottile involucro che ricopre la crosta terrestre a contatto con l´atmosfera; la sua natura e composizione dipendono da un equilibrio tra fattori ambientali di carattere chimico, fisico e biologico. Esso rappresenta una risorsa naturale importante perché consente la crescita della vegetazione e di conseguenza un ambiente ricco e vario dove vivono molte forme di vita, principalmente microrganismi e insetti. Qui, grazie alla presenza di una microflora e microfauna, si completano i cicli dell´azoto, del carbonio e del fosforo che sono fondamentali per tutti gli esseri viventi. Il suolo è anche una fonte di cibo perché permette la crescita delle colture agricole e l´allevamento del bestiame; inoltre fornisce il legname che viene usato da una parte della popolazione terrestre come combustibile I fattori responsabili della formazione del suolo agiscono in modo tale da portare a suoli di tipo diverso sia a livello di grandi aree geografiche, sia all'interno di piccole regioni. Il suolo, infatti, non è per nulla uguale in tutto il mondo: ogni zona, più o meno ampia, del nostro pianeta possiede clima, rocce e vegetazione diversi e quindi possiede anche un suolo con caratteristiche proprie e uniche. Il suolo è parte importante del paesaggio e contribuisce a determinare il modo in cui la vegetazione naturale, le coltivazioni e gli insediamenti umani si distribuiscono sul territorio. Ma l'importanza del suolo risiede soprattutto nella sua duplice funzione di riserva degli elementi nutritivi e dell'acqua e di supporto meccanico (come farebbero a stare in piedi le piante se non avessero il suolo in cui affondare le radici?) per la vegetazione, consentendo la formazione di boschi, foreste ed aree protette. Il suolo, inoltre, riveste un ruolo di fondamentale importanza per l'uomo e gli altri organismi viventi poiché influenza la composizione delle acque. Infatti, la qualità delle riserve idriche sotterranee dipende dal destino dei prodotti inquinanti, inorganici ed organici, provenienti dalle attività agricole, industriali o dalle città e che finiscono nel suolo. Diverse proprietà chimiche e fisiche del suolo agiscono sulla concentrazione e sulla permanenza dei singoli composti inquinanti nel terreno, e quindi sulla probabilità che essi entrino in contatto con le falde acquifere superficiali contaminandole. Il suolo può avere un grande valore per l'uomo anche se è lasciato indisturbato e mantenuto nelle sue condizioni naturali. E' il caso delle aree protette (parchi e oasi): la sopravvivenza dei delicati ecosistemi di queste zone dipende anche e soprattutto dal fatto che il suolo si mantenga in buono stato e non subisca modificazioni da parte dell'uomo. Ad esempio, un tempo l'uomo considerava le zone umide come aree malsane da bonificare e destinare all'agricoltura. Oggi le zone umide sono considerate ecosistemi importanti , in particolare per la biodiversità con un equilibrio fragilissimo, la cui sopravvivenza può essere assicurata solo mediante un'azione attenta di mantenimento delle condizioni particolari del suolo. L´agricoltura è quella che determina una trasformazione del suolo maggiore e costituisce la forma più imponente di sfruttamento delle risorse rinnovabili (acqua, suolo, flora, fauna e atmosfera) del nostro pianeta. Essa rappresenta, infatti, l'attività produttiva principale, addirittura quasi esclusiva per moltissimi paesi, in particolare quelli delle regioni tropicali e subtropicali. L'agricoltura utilizza il terreno per ottenere alimenti (frutta, verdura, radici e altri parti di piante che costituiscono il nutrimento quotidiano di base per più di nove decimi dell'umanità), fibre ed altri beni utili all'uomo. Praticata a quasi tutte le latitudini, si presenta in forme molto varie: da quella primitiva a scarso reddito delle zone più povere della Terra (Africa, Asia e America centromeridionale), a quella moderna, ad elevata produttività per unità di superficie, delle regioni temperate (Europa e Nord America). Nel corso degli ultimi anni, per far fronte alle esigenze alimentari della popolazione mondiale in crescita (senza però poter ampliare la superficie dei terreni coltivabili perché non produttivi o perché occupati dalle città), l'agricoltura ha subito una vera e propria rivoluzione. Essa è diventata intensiva, cioè ad alta produzione per unità di superficie, e specializzata, ossia rivolta verso la coltivazione di poche colture selezionate e migliorate per essere più produttive o qualitativamente migliori. Tutto ciò è stato conseguito grazie al progresso delle tecniche e delle tecnologie agronomiche, all'introduzione di sistemi di irrigazione sempre più efficienti ed al crescente uso di fertilizzanti chimici e di fitofarmaci di facile impiego ed economicamente convenienti, anche se in alcuni casi inquinanti. |
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